Re: “Resistete”, “non mollate”, “non abbandonate questo paese, ma combattete per cambiarlo”.
Cari padri,
non sono un blogger, scrivo su questo maledetto muro solo quando ho voglia di dire qualcosa. E adesso ne sento il bisogno, spinto dalla rabbia che provo nel leggere qualche scellerato commento alla lettera di Celli.
E si, perchè noi, noi che, come spesso voi ci ricordate, non abbiamo conosciuto la guerra, il carosello, o le lotte di classe, noi che siamo spesso dipinti come la generazione delle comodità, della vita mondana, dei vizi, dei reality, NOI ci troviamo di fronte al prodotto dei vostri 50 anni di politiche becere.
Cari padri,
Voi de “al tempo della DC tutti rubavano, ma tutti stavano bene”, guardate i risultati delle vostre idiozie. Ammirate la società che il vostro modo di agire ha prodotto. E invece di implorarci a restare e non mollare, a correggere i vostri errori maledetti, fatevi un esame di coscienza. Sì, perchè noi non siamo disposti a rovinare le nostre vite, a combattere per correggere i vostri errori, e per cambiare le sorti del nostro paese.
Non siamo disposti a scendere a patti con la società malata che ci avete consegnato. Non siamo disposti a stringere mani e fare sorrisi, solo per ottenere favori. Non siamo disposti a pagare tangenti per avere un lavoro. Non siamo disposti ad accettare assunzioni, previa firma su lettera di licenziamento. Non siamo disposti a vedere gente scalare la società solo perchè consigliati da politici o arcivescovi.
Non siamo disposti a tutto ciò, perchè abbiamo capito il valore della vita, e siamo consapevoli che le nostre vite sono troppo importanti e brevi per sacrificarle sull’altare della patria.
Cari padri,
guardate in faccia la realtà.
Noi non ce l’abbiamo la forza di chiudere un occhio.
Si, abbandoniamo l’Italia al suo triste destino. Forse consapevoli che in questo modo in Italia resterà solo chi con quella realtà ci vuole o deve convivere.
Ma nella speranza che prima o poi il sistema collasserà, e allora ci sarà spazio per ricostruire…
… con i nostri principi.
